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L'astrattismo è la forma più alta e più difficile nella creazione di immagini fotografiche.
Un' apparente semplicità nasconde una profonda cognizione ed un' incredibile maturità dell'occhio.
Helmut Gernsheim 1978


RIFLESSI FINESTRE 1978 - 1983
La ricerca che ha portato alla realizzazione di queste fotografie parte da lontano, già negli anni Sessanta Carlo Braga aveva iniziato ad osservare i riflessi delle finestre ed aveva dipinto quadri ad olio e tempera.
A metà degli anni Settanta Carlo e Marisa Braga, entrambi architetti, decidono di dedicarsi a questa ricerca e Marisa Braga decide di realizzarla con la fotografia.
Questa ricerca dura ben cinque anni, dal 1978 al 1983. Nel 1984 la prima personale a “Il Diaframma Canon”.
Nelle fotografie di queste finestre appaiono le immagini reali, ma astratte e mutevoli della realtà che vi si rtflette. Sono le emozioni sinceramente provate alla presenza di questi fenomeni che si è cercato di rendere durature e comprensibili mediante la fotografia.
Questo è stato un lavoro meticoloso, ma anche entusiasmante: osservare i riflessi e cercare tra le tante immagini fluttuanti quella giusta da fotografare. Spesso si doveva ricorrere, per l'osservazione, anche all'uso di un binocolo. La distanza, infatti, era quasi sempre di 30 o 40 metri e quindi per fotografare erano indispensabili cavalletto e teleobiettivo.
E che dire delle condizioni meteorologiche? Condizione indispensabile tempo bello, giornate limpidissime e spesso anche ventose. Un esercizio di pazienza e costanza che alla fine ripagava con il risultato raggiunto: la soddisfazione di aver fotografato una realtà astratta così avvincente. Tutte le fotografie sono state scattate su pellicola utilizzando obiettivi senza filtro. Le immagini riprodotte non hanno subito manipolazioni digitali.


RIFLESSI FANALI 2011 – 2012
Si può notare,anche in questa nuova ricerca,come la luce in determinate condizioni possa trasformare i fanali delle automobili parcheggiate lungo le strade delle nostre città.
E' merito del sole se possiamo vedere le cose che ci circondano in un modo cosi inconsueto e sorprendente.
Le immagini riprodotte non hanno subito manipolazioni digitali.



Una telefonata da Legnano, una sorpresa, l' architetto Marisa Braga. Si ricorda di me? Ormai superati gli 85 anni pur con una memoria ancora valida non mi è possibile rammentare tutti i nomi degli autori che hanno esposto a "Il Diaframma".
E' bastato via e-mail ricevere immagini per riaprire la mia finestra di ricordi. Dalla mia finestra, abitando a Genova, lontano vedo magici riflessi sempre mutevoli secondo l'andamento meteorologico e dell'ora e il fatto visivo si trasforma attraverso la deformazione del mio umore in una gioia di colori. Grazie Marisa per questi dettagli, grazie per essere riuscita a trasportare questa felicità visiva in un libro. Non sono un critico, sono solamente un gallerista che animato da giovanile passione ha sempre aderito a ospitare creatori di idee, reporter di fatti attraverso la Fotografia. E' sempre positivo fare riferimento ai tempi felici.
Lanfranco Colombo



Abstractionism is the highest and most difficult form in the creation of photographic images. Apparent simplicity conceals a deep knowledge and an incredible maturity of the eye.Helmut Gernsheim 1978

WINDOWS REFLECTIONS 1978 - 1983
Research lying behind these photographs comes from afar. Already in the 1960s Carlo Braga started observing window reflections and painted paintings in oil and tempera.
In the mid 1970s Carlo and Marisa Braga, both architects, decided to address this research, and Marisa Braga chose to carry it out through photography, a phase that lasted five years, from 1978 to 1983.
The first personal exhibition dates back to 1984 and it was held at “The Canon Diaphragm”.
In the photographs of these windows there appear the real, though abstract and changeable, images of reality, which reflects in them. Through photography we aim to make the emotions deriving from such phenomena lasting and understandable.
This has turned out to be a very minute but also exciting work: observing the reflections and looking for the suitable image to be photographed. A pair of binoculars was often resorted to, since the pictures were always taken from a distance of about 30 or 40 metres, and thus a tripod and telephoto lenses were necessary. As to weather conditions, it was essential to work on very clear, often windy, and sunny days.
All the above consisted of patience and constant work practice, which in the end paid off with the result achieved: the gratification from having photographed such an abstract but fascinating reality. All photographs have been taken on a film without camera lens filters.
The pictures have not been digitally manipulated.


HEADLIGHTS REFLECTIONS 2011 - 2012
Also in this research one can note how under certain conditions light can transform the headlights of the cars parked along the streets of our cities. It is thanks to the sun if we can see what surrounds us in a surprising and unusual way.
The pictures have not been digitally manipulated.

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